Oltre a presentarsi come il figlio imberbe nato da un incrocio fra American Pie e la realtà suburbana dei romanzi di Jonathan Coe e Roddy Doyle, Finalmente maggiorenni è prima di tutto il prolungamento per il cinema di una popolare sit-com inglese. The Inbetweeners (da quel tipico momento “in between” che è l'adolescenza) è stata per tre brevi stagioni la versione british del classico racconto di iniziazione sessuale dei teen movies americani: una serie incentrata sulle tragicomiche disavventure di quattro giovani loser della periferia inglese. Rispetto agli episodi televisivi, incentrati sulla dimensione quotidiana e ordinaria del tipico studente di liceo, la versione per il cinema si confronta con l'extra-ordinario delle vacanze estive, ampliando il campionario di possibili brutte figure fino a farne un catalogo di improvvide imprese dettate solo da impulsi ormonali.
Ma anche se il tipo di situazioni cui danno vita i quattro inbetweener in libera uscita non sono poi così dissimili dai vari trip dei coetanei americani, sono soprattutto il ritmo e lo stile narrativo della commedia a rinnovare una formula immarcescibile. Del tipico teen movie di produzione industriale,Finalmente maggiorenni perde quel sapore artificioso e quel rigido impianto che tende a subordinare la narrazione alla comicità, facendo somigliare i film più a una catena di montaggio di umiliazioni forzate. Al contrario, beneficia di una certa felicità di scrittura, oltre che di un gruppo di personaggi ben costruiti nelle loro differenze e somiglianze. Dal nerd petulante al bravo ragazzo ingenuo e innamorato, dall'incontenibile erotomane al giovane bamboccione, ognuno dei protagonisti si lancia nelle proprie vergogne verbali e corporali con estrema naturalezza. In questo modo, anche dalla volgarità si diffonde, per una volta, un misto di goffaggine ed eccitazione, o meglio, una maggiore empatia nei confronti degli adolescenti, capace di mettere assieme i giochi di parole più sboccati e le gag più triviali con una tenera descrizione dei palpiti sentimentali e delle iniziazioni sessuali.
Certo, rispetto alla serie televisiva, il film risente di una certa ridondanza che in dirittura d'arrivo gli fa perdere i suoi ritmi serrati e si vede sopraffare dall'accumulazione di cliché. Ma il tutto avviene senza chiuse sentimentali o passaggi forzati sul tempo che passa e sull'esperienza della crescita. Lasciando solo sedimentare i giusti sentimenti dietro alla forma della commedia pura e dentro all'unica dimensione esistente quando si è adolescenti: il presente.
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